Dedico questo post ad uno dei più illustri intellettuali italiani di inizio '500: Luca Pacioli, di cui sotto vedete un ritratto di Jacopo de Barbieri:

Egli nel 1509 scrisse una bellissima opera: "De Divina Proportione", nel quale così parla dei miei amati solidi platonici: "Poichè Dio portò in essere la virtù celestiale, la quinta essenza, e attraverso di essa creò i quattro solidi ... la terra, l'aria, l'acqua e il fuoco ... così la nostra sacra proporzione diede forma al cielo stesso assegnando al dodecaedro ... il solido costruito con dodici pentagoni, che non può essere costruito senza la nostra sacra proporzione."Ed ecco qui sotto un dodecaedro, disegnato da Leonardo, che ha illustrato il "De Divina Proportione":
Deirdre0 - lunedì, 28 gennaio 2008 - 19:56 -
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A volte non c'è bisogno di descrivere ogni cosa. A volte (dicono) basti delineare appena un concetto per essere compresi. Farei meglio ad imparare da William Congdon, che in tre pennellate ha ritratto la Natività.
Deirdre0 - venerdì, 18 gennaio 2008 - 10:21 -
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Un po' di sano agguerrimento anti-inglese:
chorus: Some say the Devil is dead
Devil is dead
Devil is dead
Some say the Devil is dead
And buried in Killarney.
I say he rose again
I say he rose again
I say he rose again
And joined the British Army.
1. "Feed the pigs and milk the cows,
Milk the cows
Milk the cows
Feed the pigs and milk the cows
Early in the morning.
Cock your leg, Paddy dear
Paddy dear I'm over here
Cock your leg, Paddy dear
It's time to stop your yawning."
chorus
2. My wife she has a hairy thing
Hairy thing
Hairy thing
My wife she has a hairy thing
She showed it to me on Sunday.
She bought it at a furrier's shop,
She bought it at a furrier's shop,
She bought it at a furrier's shop,
It's going back on Monday.
chorus
3. My one's she over six feet tall
Six feet tall
Six feet tall
My one's she over six feet tall
She likes the sugar candy.
Goes to bed at six o'clock
Goes to bed at six o'clock
Goes to bed at six o'clock
It makes her rather randy.
(I meravigliosi laghi di Killarney)
Deirdre0 - sabato, 05 gennaio 2008 - 09:04 -
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Deirdre: "Guarda mamma, ho trovato una monografia di Bruegel di 50 anni fa!"
Mom : "Dee, hai altre sette monografie di Bruegel, e di nessun altro"
Deirdre: "Che c'entra mica hanno lo stesso curatore? E poi guarda, qui le foto sono incollate, mica stampate! (e poi ho anche tanti libri sui fiamminghi in generale)"
Mom : "Deirdre, non ti accorgi che a volte fai apposta a fare la diversa?"
Deirdre: "... (Però Bruegel mi piace...)"
"Peasaggio con la caduta di Icaro" Bruegel il Vecchio.
Su questo quadro Auden scrisse una poesia meravigliosa: il soggetto, Icaro, è rappresentato in un angolino della tela, come se fosse qualcosa di irrilevante... Leggete che sublimità riesce a trarne:
Sulla sofferenza non erano mai in torto,
i Vecchi Maestri: come capivano bene
la sua umana posizione; come essa si svolga
mentre qualcun’altro mangia o apre una finestra o cammina annoiato;
come, mentre i vecchi attendono rispettosi e appassionati
la nascita miracolosa, ci siano sempre
bambini a cui non importa niente che essa avvenga, e pattinano
su uno stagno al limite del bosco;
non dimenticavano mai
che anche il tremendo martirio deve avere il suo corso
in qualche modo in un angolo, in qualche squallido posto
dove i cani continuano a vivere da cani e il cavallo del torturatore
si gratta l’innocente deretano contro un albero.
Nell’Icaro di Breughel, per esempio: come ogni cosa si volge
del tutto tranquilla dal disastro; il contadino
può avere udito il tonfo, il grido desolato,
ma per lui non era un problema importante; il sole splendeva
come doveva fare sulle bianche gambe che scompaiono nel verde
dell’acqua; e la nave lussuosa e snella che aveva pur visto
qualcosa di sorprendente, un ragazzo che cade dal cielo,
sapeva dove andare e calma continuava a navigare.
Deirdre0 - lunedì, 31 dicembre 2007 - 21:37 -
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“Destinato solo ai tuoi orecchi, ebbi un pensiero:
che tu eri bella, e che io m'ero sforzato di amarti
nell'altro modo antico dell'amore; che tutto
era sembrato felice, e tuttavia il nostro cuore
ora era stanco come quella vuota luna"
da: Nei sette boschi
Maud Gonne, l'amata di Yeats
Deirdre0 - lunedì, 24 dicembre 2007 - 19:42 -
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"God became man so that we might become children of God."
St. Anthanasios of Alexandria (295-373 AD)
Carissimi amici e lettori, grandissimi auguri per questo Santo Natale,
Deirdre
Deirdre0 - sabato, 22 dicembre 2007 - 08:48 -
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Questo post è un poco al di fuori delle tematiche solite del mio blog...
Un mio caro ricercatore del San Raffaele tuttavia ha fatto una scoperta così interessante che devo proprio raccontarvela.
Lui si occupa di linguistica, e in particolare di bilinguismo: ha scoperto il perchè per i bilingui è facile passare da una lingua all'altra senza problemi, ovvero si attivano corteccia del cingolo e nucleo caudato nel momento dello "switch" da una lingua all'altra.
Molte cose rimangono ancora da capire in questo interessante campo che è la linguistica, ad esempio perchè il nucleo caudato, che si "accende" nei compiti di sintassi, venga coinvolto anche nel bilinguismo, tuttavia questa scoperta getta luce su un fenomeno che non si sapeva proprio da che parte analizzare!
Qui sotto il link alla pagina di Repubblica che ne parla:
link
a presto,
dee
Deirdre0 - mercoledì, 12 dicembre 2007 - 14:16 -
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Henri de Toulouse-lautrec è uno dei più famosi esponenti dell'art deco. A me non è mai piaciuto da impazzire, le sue illustrazioni ritraggono un mondo frivolo e frenetico, e rischiano di essere unicamente descrittive. Nessuno spunto di riflessione, tanto erotismo... Andando però oltre la sua produzione più famosa ho trovato questo quadro, intitolato il bacio (che sia stato lui a fare venire l'idea a klimt o viceversa?), ricco di intimità e delicatezza, le tinte fredde de lenzuolo e del letto non rischiano di sminuire la passionalità dei soggetti, ma ne stemperano quella che sennò sarebbe diventata una scena di una banalità sconcertante.
I corpi si fondono fin quasi a risomigliare un'ellisse, e tutto è governato da pace ed armonia..
voi che ne pensate?
Deirdre0 - sabato, 01 dicembre 2007 - 08:04 -
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Pienamente di genere romanticco, il Manfred di Byron è uno dei drammi più emozionanti.
Manfred, alla fine di una vita vissuta all'insegna del "forte sentire", perduta anche la compagna di sempre, unica ad essere sentita come affine, chiede di potere almeno morire.
Vi incollo qui sotto una illustrazione di Lord Byron e alcuni versi del poema:
"Ecco, si spegne il lume. Nuovamente
m'è forza rianimarlo, anche se certo
morrà di nuovo prima del mio tempo
d'insonnia... Il sonno mio - pure io dormiente -
non è sonno: è continuo (un) pensiero
ostinato
e gli occhi miei si chiudono
solo a guardarmi dentro...
Eppure io vivo. Ho l'aspetto la forma
il respiro degli uomini viventi...
Sapere è patire. Sventura
è la scienza. Coloro che più sanno
più amaramente devono
piangere il vero fato:
l'albero della scienza non fu mai
l'albero della vita.
Filosofia Meravigliosa Scienza
Conoscenza del mondo Idee sovrane
tutto provai. Tutto compresi e tutto
abbracciai col mio genio. A nulla valse."
[...]
"Io non ho nominato padre o madre,
amante, amico, o altri con cui avessi
legami umani, o tali a mc non parvero.
... Una vi fu ...
Maga
Non risparmiarti. Segui
Manfred
I nostri lineamenti si assomigliavano
occhi, capelli, tratti ... la sua voce!,
la dicevano simile alla mia.
Ma il tutto assai più dolce e temperato
dalla bellezza. E non soltanto questo,
ma più grazia che in me: pietà, sorrisi,
lacrime a me ignote, tenerezza
ch'io ebbi, ma solo per lei ...
e umiltà, a me estranea, sempre.
I suoi difetti erano anche i miei,
tutte sue le virtù ... L'amai e distrussi.
Maga
Con le tue mani?
Manfred
Non con le mie mani.
Il mio cuore spezzò il suo cuore:
il suo fissò il mio e appassì"
Il testo che vi ho riportato fa parte di una riduzione e traduzione di Carmelo Bene.
Dee
Deirdre0 - mercoledì, 28 novembre 2007 - 07:42 -
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What Then?
His chosen comrades thought at school
He must grow a famous man;
He thought the same and lived by rule,
All his twenties crammed with toil;
'What then?' sang Plato's ghost. 'What then?'
Everything he wrote was read,
After certain years he won
Sufficient money for his need,
Friends that have been friends indeed;
'What then?' sang Plato's ghost. 'What then?'
All his happier dreams came true -
A small old house, wife, daughter, son,
Grounds where plum and cabbage grew,
poets and Wits about him drew;
'What then.?' sang Plato's ghost. 'What then?'
The work is done,' grown old he thought,
'According to my boyish plan;
Let the fools rage, I swerved in naught,
Something to perfection brought';
But louder sang that ghost, 'What then?'
W.B.Yeats
Deirdre0 - domenica, 25 novembre 2007 - 19:39 -
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